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Il Mediterraneo e la cittadinanza: un sogno sul grande lago di Tiberiade

Riportiamo gli appunti del Dott. Paolo Bustaffa Direttore di Sir/SirEuropa intervenuto venerdì 14 gennaio 2011 alla terza conferenza di formazione nell'ambito del Progetto Cittadini del Mondo promosso dalla Diocesi di Foligno in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale per l'Umbria.

1 - Cittadinanza: un sogno?
Cittadini del Mediterraneo e cittadini del mondo: il sogno di Isaia sulle sponde e sulle acque di un mare: il pensiero, il progetto e l’impegno di Giorgio La Pira. Il sogno non è fuga dalla realtà difficile e scoraggiante come è anche quella attuale. Il sogno è avere la capacità di guardare a mete alte e compiere i passi necessari per raggiungerle. C’è stato nella storia e c’è nella cronaca un susseguirsi di sogni infranti e di sogni realizzati, anche nel Mediterraneo.

2 - Tre cittadinanze
L’unità della famiglia di Abramo e la pace dei popoli mediterranei: le ferite, gli strappi, le speranze sulle rive del “grande lago di Tiberiade”. Vedere il Mediterraneo come un grande lago di Tiberiade cosa può significare oggi? La civiltà, la cultura e la spiritualità dei popoli dell’unica famiglia di Abramo. Su queste fondamenta sono scritti tre nomi: Gerusalemme  (senso della storia), Atene (metodo logico scientifico e la bellezza della contemplazione artistica) e Roma (organizzazione del diritto e della politica). Cittadini del Mediterraneo significa essere contemporaneamente cittadini di  Gerusalemme, Atene, Roma e di Foligno.

3 - Prima la persona
La cultura e la civiltà mediterranea (le culture e le civiltà mediterranee) per la storia nuova del mondo: sono oggi pensieri e scelte per le grandi navigazioni o per il piccolo cabotaggio? Nella dignità della persona è lo “specifico” di questa cultura (di queste culture) - che può (possono) ancora cambiare la direzione della storia. La persona viene prima del cittadino.

4 - Le lingue dei popoli
La comunicazione attraverso un’ unica lingua: tra il rischio dell’omologazione e il rischio di Babele “Non è importante di quale Paese sei e quale lingua parli: qui ci capiamo”  (Valentina. Serbo bosniaca – Rondine Cittadella della pace). La lingua dei giovani è la lingua di una speranza che non delude, che inquieta e che impegna.

5 - I territori mediterranei: le identità non come fortezze da difendere o da espugnare. C’è una cultura del territorio che fatica a leggere i (necessari) confini con lo sguardo dell’amicizia. I territori come luoghi custodire per amore non da conservare per paura. Il cittadino non è un conservatore, é un custode.

6 - Un’ Europa senza il Mediterraneo?
I padri della Comunità europea sono venuti dalla montagna e dalla pianura, non dal mare. De Gasperi, Schuman, Adenauer erano tre uomini di frontiera nei rispettivi Paesi Ma i tre padri ben sapevano che non può esserci Europa senza Mediterraneo (ovviamente non solo per questioni geografiche). In 60 anni questa consapevolezza non è stata molto condivisa ed è urgente ravvivarla sia a Sud come a Nord, sia a Est come a Ovest.

7 – Piccoli passi di cittadinanza…ancora incerti
L'Unione per il Mediterraneo è un organismo internazionale ispirato al modello dell'Unione Europea, che intende avvicinare i rapporti fra le nazioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo. È stata presentata a Parigi il 13 luglio 2008 dal presidente Nicolas Sarkozy, in carica anche come presidente del Consiglio europeo. L'Unione è una conseguenza naturale del Processo di Barcellona, che dal 1995 ha intenzione di avvicinare l'Unione europea alle nazioni mediorientali e africane.

Al momento, l'Unione per il Mediterraneo è costituita da un summit biennale che prevede la riunione dei primi ministri delle nazioni aderenti; annualmente invece si devono riunire i ministri degli esteri delle stesse nazioni. La presidenza sarà affidata a turno a due nazioni, e le riunioni dei primi ministri si terranno in date alternate all'Unione europea ed in una delle nazioni aderenti. Le nazioni che hanno firmato il documento istitutivo sono: Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Egitto, Giordania, Israele, Libia (osservatore), Libano, Marocco, Mauritania, Monaco, Montenegro, Autorità Nazionale Palestinese, Siria, Tunisia, Turchia, Unione europea (27 Stati). Riprendendo gli scopi istitutivi del Processo di Barcellona, l'obiettivo dichiarato è la promozione della cooperazione tra le due sponde del mare interno; le sue priorità sarebbero la risoluzione delle problematiche relative all'immigrazione dai paesi meridionali verso quelli settentrionali, la lotta al terrorismo, il conflitto israelo-palestinese, la tutela del patrimonio ecologico mediterraneo.  In particolare è stata data priorità a sei iniziative concrete: 1. il disinquinamento del Mediterraneo, 2. la costruzione di autostrade marittime e terrestri per migliorare le fluidità del commercio fra le due sponde, 3. il rafforzamento della protezione civile, 4. la creazione di un piano solare comune, 5. lo sviluppo di un'università euromediterranea (già inaugurata a Portorose, in Slovenia), 6. un'iniziativa di sostegno alle piccole e medie imprese.

a. La sede dell’UpM è fissata a Barcellona. Dal settembre 2010 è istituito un Segretariato generale della UpM con l’incarico di gestire i fondi comuni e di controllare i progetti.
b. Dopo il vertice di fondazione, l’UpM avrebbe dovuto tenere il secondo vertice nel 2010. Ma la complessità dei rapporti tra Israele e Palestina e un clima internazionale ritenuto non favorevole, hanno fatto rinviare il vertice per due volte: prima il 7 giugno 2010 e poi il 21 novembre.
Il prossimo vertice dovrebbe svolgersi nel 2011, prevedendo anche la turnazione della co-presidenza.
c. L’Ue ha nel frattempo stabilito di organizzare l’azione UpM nel quadro del Seae, Servizio europeo di azione esterna, ossia la “diplomazia” Ue istituita con il Trattato di Lisbona, sotto la responsabilità dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune (Catherine Ashton).
La bandiera dell’Unione per il Mediterraneo è costituita da due strisce orizzontali: quella superiore è di colore bianco, simbolo del cielo, mentre quella inferiore di colore blu rappresenta il mare.

8 - Non solo una sigla
“I capi di Stato e di governo euromediterranei, riuniti a Parigi il 13 luglio 2008, animati dalla volontà politica comune di rilanciare gli sforzi per trasformare il Mediterraneo in uno spazio di pace, di democrazia, di cooperazione e di prosperità, decidono di adottare la seguente dichiarazione comune…”. Inizia con queste parole il documento finale del summit che ha portato al Grand Palais della capitale francese 43 leader delle due sponde del “mare nostrum” (unico invitato assente il libico Gheddafi), per siglare un accordo di collaborazione politica sulla scia del Processo di Barcellona, risalente al 1995, e per “battezzare” la neonata Unione per il Mediterraneo, la cui sigla sarà Upm. Gli sviluppi operativi sono ora tutti da costruire. Il varo dell’Upm ha suscitato evidenti entusiasmi ma anche inconfessate perplessità. Tutti i leader presenti a Parigi si sono dichiarati a favore del progetto, ma diversi di essi ne hanno sottolineato le eccessive ambizioni e il rischio di alcuni “protagonismi” politico-diplomatici. Intanto a Parigi si sono visti capi di nazioni in perenne mobilitazione militare darsi la mano e auspicare passi in avanti comuni verso la pacificazione dell’area. Ehud Olmert, premier dello Stato ebraico, ha affermato ad esempio che “palestinesi e israeliani non sono mai stati tanto vicini a un accordo”. Mentre il leader palestinese Abu Mazen ha tenuto a precisare la “massima serietà nei negoziati, avviati da tempo con Israele, e il rispetto della road-map e della legalità internazionale”.  La realtà però non è fatta di promesse.

9 -  Piccoli passi di cittadinanza…meno incerti: Ue e Mediterraneo
L’Unione europea ha predisposto, in attivazione delle sue politiche per la regione euromediterranea, una serie di strumenti e di programmi: il programma Meda; il programma Ecip per le piccole e medie imprese; il programma Meda-Democrazia per la promozione dei diritti dell'uomo; il programma Life-Paesi terzi. Il programma Meda ha principalmente lo scopo di incoraggiare e sostenere le riforme socioeconomiche dei partner mediterranei, attraverso due canali di intervento: 1) le azioni bilaterali, che prevedono accordi fra l’Unione europea e ciascun paese beneficiario; 2) le iniziative regionali, compresa la cooperazione decentralizzata in via di parziale rilancio, che coinvolgono più paesi delle due sponde del Mediterraneo. Le azioni bilaterali si basano sui programmi nazionali. I settori principali di intervento sono: sostegno alla transizione economica mediante programmi di aggiustamento strutturale e programmi di sviluppo del settore privato; consolidamento degli equilibri socio-economici; sviluppo della società civile.

Lo scopo di Ecip (European Community Investment Partners) è quello di promuovere la costituzione o lo sviluppo di joint-venture tra piccole e medie imprese dei paesi del Mediterraneo, America Latina, Asia e Sudafrica. Ecip offre vari tipi di agevolazioni finanziarie.

Meda-Democrazia è un programma di cooperazione destinato a promuovere i diritti dell'uomo e lo sviluppo della democrazia nei paesi partner mediterranei. Creato su iniziativa del Parlamento europeo nel 1996, il programma accorda delle sovvenzioni ad associazioni senza scopo di lucro, Università, Centri di ricerca e Organismi pubblici, per realizzare dei progetti che mirino all'avanzamento della democrazia, della libertà d'espressione, di associazione e a proteggere dei gruppi specifici della società quali le donne, i giovani e le minoranze.

Lo scopo di Life Paesi terzi è attuare misure di assistenza tecnica e azioni pilota nei Paesi terzi (nell’area mediterranea, oltre ai Paesi Meda, Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia) nei seguenti settori: assistenza tecnica per la messa in opera delle strutture amministrative necessarie nel campo dell'ambiente e per lo sviluppo di politiche ambientali e programmi d'azione; conservazione o recupero, dal punto di vista della protezione ambientale, di importanti habitat che ospitino flora e fauna minacciate; azioni pilota di promozione dello sviluppo sostenibile.

Infine, sono applicabili ai Paesi partner del Mediterraneo le linee di bilancio dell'Unione europea aperte alle Ong nei settori dell'aiuto diretto, dell'aiuto alimentare, dell'aiuto umanitario di emergenza, dei diritti umani, della cooperazione decentrata.

10 - Le nuove generazioni: il Mediterraneo e il mondo

I giovani amano la loro terra ma si sentono stretti quando essa si circonda di muri. E quando si tratta di mare? La ricerca di altro è fondamentale perché nell’incontro con le diversità i giovani vedono l’occasione e la responsabilità di abbellire la loro terra d’origin
e. E’ il primo passo per sentirsi cittadini del mondo nella stessa misura e con la stessa passione con cui ci si sente cittadini mediterranei, cittadini europei, cittadini italiani, albanesi, spagnoli, turchi, greci, albanesi, egiziani…Ci sono molte esperienze in atto anche per

11 - Informazione Mediterraneo

Non sfugge alle logiche dell’ informazione provinciale del nostro Paese. E’ notizia soprattutto la divisione, lo scontro, la polemica. Non fa notizia tutto quello che di buono e di bello nasce e cresce dei Paesi del Mediterraneo. Viene sempre detto (doverosamente) il negativo ma il tacere il positivo non aiuta a comprendere la realtà del Mediterraneo e ancor meno la incoraggia a pensieri grandi, a scelte grandi.

12 - Un pensiero … non finale
“Il centro di gravitazione della storia prossima e lontana dei popoli è nel Mediterraneo in questo grande lago di Tiberiade e in questa Gerusalemme di Isaia verso cui la Provvidenza avvicinerà irresistibilmente  - quando la pace arabo israeliana sarà veramente e profondamente venuta – i popoli di tutto il pianeta. Sogno? No. Prospezione sul destino storico e sul servizio storico di questo spazio centrale del mondo: destino di pace, di servizio di pace e anche servizio di bellezza e di adorazione per la storia futura del mondo”. (la Pira 1968)
In spem contra spem anche per una cittadinanza mediterranea.


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